LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA PDF

Suppongo che lei lo abbia letto da giovane. Ma Dino Buzzati resta un classico. Inseguito ho iniziato a leggere tutto quello che aveva scritto. Che effetto ha avuto quel libro su di lei? Buzzati mi ha influenzato in tutto il mio lavoro.

Author:Nikoll Kajisho
Country:Vietnam
Language:English (Spanish)
Genre:Career
Published (Last):20 December 2013
Pages:72
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ISBN:655-7-85944-629-3
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Suppongo che lei lo abbia letto da giovane. Ma Dino Buzzati resta un classico. Inseguito ho iniziato a leggere tutto quello che aveva scritto. Che effetto ha avuto quel libro su di lei? Buzzati mi ha influenzato in tutto il mio lavoro. Ha scritto molti libri e realizzato anche dipinti.

Altri romanzi scritti da Buzzati mi avevano molto colpito. Cosa le interessa nel lavoro di questo scrittore? Il suo modo di lavorare con le metafore, le fiabe, la fantasia e il mistero.

Si tratta di un racconto per bambini, scritto nel Si percepisce distintamente che si parla della guerra, della dittatura. Si parla di molte cose nel racconto. Buzzati ha iniziato a scriverlo per il Corriere dei Piccoli. Ne usciva un capitolo per volta, come un romanzo a puntate. Gli hanno chiesto di modificarla. Dopo aver smesso di lavorare per il Corriere dei Piccoli, Buzzati ha continuato a disegnare la storia per sua nipote.

Le domande che emergono sono molte. Gli orsi simboleggiano i comunisti? I Russi? Non lo so. Credo che non dobbiamo insistere troppo su questo.

Quando lessi il racconto non feci caso a tutti questi riferimenti. Cosa le piace di questo tipo di narrazione, dei racconti, delle metafore, delle fiabe, delle leggende? Mi permettono di lavorare molto con il disegno, con il mistero. Buzzati mi ha evidentemente influenzato con le sue forme pittoriche, con i suoi paesaggi metafisici. Come quando ha realizzato una serie di ex-voto legati alla figura di una santa immaginaria, riprendendo una tradizione tipicamente italiana fatta di religione, epopea, racconto, mistero e leggenda.

Il realismo tout-court non mi ha mai interessato, nel mio lavoro sono sempre stato stimolato dal simbolismo. Inventa, cerca, crea. Piena di amore per il racconto per bambini e per il gusto stesso del raccontare. Sono stato costretto a molte semplificazioni. Per questo ha coinvolto nella sceneggiatura Jean-Luc Fromental e Thomas Bidegain, che vengono dal cinema. Credo sia stato un trio splendido. Volevo essere molto fedele al libro. Volevamo che ci fosse un narratore. Infatti, abbiamo inventato noi i personaggi di Gedeone e della piccola ed anche quello del Vecchio Orso.

Per quale motivo? Chi lo ha proposto? Questo ci permetteva di riassumere alcuni punti e fare dei salti nella narrazione, di poter entrare e uscire in ogni momento. Buzzati ha lavorato con delle poesie, libri diversi.

Volevo proprio mantenere questa dimensione. Jean-Luc Fromental e Thomas Bidegain hanno lavorato con lei nel corso di tutto il progetto? E lei come ha iniziato a lavorare? Ho realizzato subito un breve storyboard, una sorta di pre-storyboard molto veloce, per vedere.

Avevo bisogno di capire se ci fossero abbastanza sequenze per fare un film. Non mi sono posto il problema della lunghezza, ma volevo vedere se attraverso le immagini sarebbe emerso un vero ritmo narrativo. Non posso pensare con le parole, devo pensare per immagini. Per me era questa la questione principale, riuscire sempre a vedere il film. Ha fatto molti tentativi? Per chi lo conosce, si vede il suo tratto nelle scene, nei personaggi, gli angoli, le linee.

Le immagini chiave del film mi sono venute subito in mente insieme a molte idee grafiche. I disegni di Buzzati mi hanno aiutato molto. Il fatto di potermi basare sui suoi disegni mi ha dato una sorta di sicurezza. Non potevo inventare tutto dal principio. Ho immaginato degli orsi non pelosi, che marciavano in riga come soldati. Ho utilizzato anche molte silhouettes dei suoi personaggi.

Tutto questo mi ha fornito una base di partenza. Siamo partiti con grande entusiasmo. Ma a poco a poco ci siamo resi conto che era una bella storia, piena di elementi spettacolari e siamo andati in questa direzione. Abbiamo proceduto per tappe. Per un anno, abbiamo cercato di fare il film in 3D. Abbiamo fatto fare due teasers in 3D con due squadre di lavoro diverse. Non avremmo avuto il budget sufficiente. I movimenti di macchina sono una cosa complicata e costosa.

Ma poi si tratta di un film, tutto questo deve essere in movimento. Nella narrazione per immagini bisogna provare piacere per quello che si vede, come ad esempio la luce.

Io per natura sono molto contemplativo. E tuttavia ho realizzato una forma narrativa. Come fare a perdersi nelle immagini seguendo allo stesso tempo un ritmo?

Abbiamo discusso molto. Nel libro ci sono i personaggi del re Leonzio e di suo figlio. Nel film abbiamo dovuto costruire il suo personaggio. Con Thomas e Jean-Luc abbiamo fatto un grosso lavoro di riscrittura.

Alla fine credo che siamo riusciti a tradirlo bene. Un altro aspetto affascinante del suo lavoro sono i colori e il modo in cui lavora con loro, li organizza, li mischia, in cui li sposa nei suoi libri e in questo film. Si dice che le cose non vanno mai insieme e invece, alla fine, lo fanno. Penso che i creativi abbiano molta paura dei colori. Non sono molte le persone che usano i colori con piacere, io ho sempre provato un gran gusto nel farlo. Ho chiesto allo scenografo di usare i colori in modo allegro, giocoso, di non avere paura e di usare anche i chiaroscuri.

I colori sono luce. I colori sono energia, trasmettono energia positiva. E poi si aggiungono delle luci bianche. Io non volevo sfocature. Se le persone vedono una casetta, devono poterla vedere. A me piace avere una visione netta al cinema. Mi piace molto quando le cose vengono mostrate con chiarezza.

La mia cultura cinematografica non ha nulla a che vedere con questo film! Quali sono i suoi riferimenti cinematografici? Fellini poi, per noi italiani… Quando ho visto Amarcord ho ritrovato la mia cultura. In fondo amo tutto il grande cinema visionario. Ma anche Coppola di Apocalypse Now. Di quali quadri, quali pittori? Di alcuni pittori del Rinascimento. Ho mostrato ai miei collaboratori le opere di alcuni pittori americani, alcuni colori, dei disegni di Beato Angelico, il modo in cui Giotto disegnava le caverne.

Abbiamo anche appeso degli ingrandimenti di quadri di Buzzati e anche di altri suoi disegni, tutti i suoi dipinti. Bisogna decidere quali siano queste forme. Bisogna fare molta attenzione che non sia troppo realistico, che sia sintetico ma non eccessivamente piatto, falso. Abbiamo scelto di disegnare tutte le ombre. Volevo che i personaggi fossero completamente mescolati al paesaggio. Non volevo produrre la sensazione di un paesaggio colorato con sopra delle figure piatte.

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Italica Wratislaviensia, 8 1 , — It offers a link between fable and fantasy novel and contains all of the elements of the fairy tale that Vladimir Propp planned in loss, departure, challenges to overcome, reward, and return. It is closely connected to its historical reality the period after the Second World War , but at the same time it detaches itself from that period through the fantastic element. Il disegno, fatto in pochi minuti, era abbastanza rozzo, ma piacque alle mie nipotine. Ferrari, , p. La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati

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La famosa invasione degli orsi in Sicilia

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